Basilea 2: per le banche meno vincoli

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Si attende la reazione delle banche italiane alle misure adottate dal G10 rese note come l’accordo di Basilea 2, che tra le norme più importanti, prevede l’adozione di maggior rigore nel riconoscimento degli standard minimi per l’assegnazione di prestiti bancari alle imprese.

Gli istituti di credito, anch’essi interessati nella manovra che prevede una variazione dei criteri relativi alla valutazione patrimoniale,  avranno tempo fino al 31 luglio per presentare eventuali richieste di revisione dell’accordo, che in futuro dovrà essere adottato da tutte le banche europee a decorrere dall’anno 2006.

Resta sospeso, nel frattempo, il giudizio del ministro dell’Economia Tremonti, il quale  facendosi indirettamente portavoce dei timori delle piccole e medie aziende nazionali, denuncia l’eventuale rischio che, a lungo termine, la distribuzione di incentivi possa essere loro limitata. Tuttavia, al fine di placare le crescenti preoccupazioni delle imprese è intervenuto il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, che ha annunciato una revisione dei parametri in questione, stavolta tenendo conto del caso italiano e delle particolari esigenze del contesto di riferimento.

Di conseguenza, come risposta immediata da parte della dirigenza è stato effettuato una ulteriore riduzione del 20% del requisito patrimoniale richiesto alle aziende dal fatturato inferiore ai 50 milioni di euro, un gesto significativo e decisamente incoraggiante, cui però, come ha già annunciato il presidente dei piccoli e medi industriali Confindustria Francesco Bellotti, si attende un ulteriore risposta positiva ed una attenuazione delle disposizioni di Basilea 2.

Fonte: Archivio Corriere

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