Parrocchie contro la povertà

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Tempo di crisi per numerose famiglie che non riescono a far fronte più neppure alle più semplici spese di casa, ecco perché sono nati nuovi accordi con banche ed istituti di credito, volti a fornire prestiti a tasso zero od a condizioni agevolate.

SolidarietàEd ecco allora che in un contesto tanto difficile da gestire, le parrocchie corrono in soccorso per poter alleviare le preoccupazioni di quanti tirano avanti con enorme difficoltà, ad esempio infatti, a  Pavia, Vigevano e Tortona vengono concessi duemila euro ai fedeli, senza interessi e con rate personalizzate mentre invece a Napoli il cardinale Crescenzio Sepe, ha deciso di servire personalmente i fedeli e i senzatetto accorsi al pranzo natalizio.

Iniziano finalmente a proliferare i fondi di solidarietà, sottoscrizioni pubbliche, prestiti senza interesse e formule finanziarie cucite su misura sulle esigenze di quanti si trovano in condizioni di forte povertà.

Iniziative frutto di lunghi e difficili accordi con le banche e dallo studio di progetti di microcredito stilati sul modello dell’economista e Nobel Muhammad Yunus, perché è il caso di dire che nel mondo moderno le  classiche mense dei poveri non bastano più, nonostante restino ancora un valido punto fermo per quanti non hanno un posto dove poter mangiare.

Ma la povertà oggi ha cambiato volto e i bisogni e le difficoltà si sono moltiplicate colpendo anche famiglie che non avrebbero mai immaginato di aver bisogno di un piano di sostegno.

La situazione è deprimente per l’intera società, ed ecco allora che parrocchie e diocesi  italiane hanno scelto di moltiplicare  il proprio impegno per poter attuare nuovi piani di intervento da destinare a coloro che ne facessero richiesta, un impegno concreto che a quanto pare sta conducendo già a importanti risultati.

Fonte: Corriere della Sera

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