Arrestato usuraio torinese: applicava un tasso del 15%

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Talvolta ottenere un prestito da un istituto di credito diventa un’operazione piuttosto complicata. Se si è stati in passato cattivi pagatori, se le condizioni reddituali e patrimoniali  o la professione svolta risultano a rischio è raro che una banca ci riconosca idonei all’elargizione di un credito.

In condizioni di estrema difficoltà vi è quindi il rischio di rivolgersi a privati cittadini senza scrupolo che, dietro richieste d’interessi improponibili, si surrogano agli istituti di credito.

È questo il caso di un anziano uomo torinese arrestato lo scorso aprile. Le sue vittime erano rappresentate principalmente da piccoli imprenditori, esercenti ed artigiani in gravi difficoltà economiche e residenti fra Collegno e Grugliasco. Le somme di denaro elargite dall’uomo raggiungevano anche somme piuttosto considerevoli (a volte anche i 100.000,00 euro) ed il tasso d’interesse applicato raggiungeva il 15% superando quindi di gran lunga la soglia dell’usura.

E’ esplicativo l’esempio di una delle vittime, l’ex titolare di una pizzeria che aveva chiesto nel 2000 un prestito di due milioni di vecchie lire: per circa dieci anni, e cioè fino al momento dell’arresto, l’uomo ha dovuto pagare ogni mese 300 mila lire, il che vuol dire una cifra assolutamente spropositata rispetto al prestito richiesto in origine.

Molte vittime dell’usuraio torinese  hanno negato di aver ricevuto prestiti da quest’ultimo; questo atteggiamento d’omertà è giustificato dalle continue minacce, persino di morte, ricevute. Successivamente all’arresto l’uomo è stato ricoverato per un malore ed ha continuato a negare il suo capo d’imputazione nonostante l’evidenza delle prove e le testimonianze delle vittime più coraggiose.

Fonte: Libero News

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